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IN LIMINE

Elogio degli spazi marginali

Mostra d'arte contemporanea

Chiesa Santa Cristina

Contrada Chiaramonti n. 92

Cesena

part.3 matrice
tw-12

MATRICE

Ecosistemi Residui: riflessioni sulla resilienza e persistenza del paesaggio umbro

Dimensioni: Polittico 70x 290 cm formato da n.4 Tableaux

 

Materiali: pasta cementizia, argilla, semi di papavero, materiale organico (grano, avena, graminacee), colle, acrilico,

legno riciclato, vernice protettiva/trasparente/lavabile.


 

MATRICE è un racconto visivo che attraversa oltre duemila anni di storia, focalizzandosi sulla Piana Umbra tra Assisi, Spello e Foligno. Il paesaggio conserva l'impronta della centuriazione romana: una griglia geometrica che definisce lo scheletro della valle attraverso la regolarità millenaria di strade e fossi. Su questa base si innestano Assisi e Spello, città di origini romane che presentano oggi un forte aspetto e un'impronta medievale. Entrambe hanno stratificato nei secoli elementi di diverse epoche, fondendo resti antichi e mura romane con l'architettura organica medievale che asseconda le curve del monte Subasio, creando una tensione tra l’ordine della pianura e l’abbraccio del rilievo. L'evoluzione urbana moderna ha però frammentato questo equilibrio, generando un paesaggio ibrido dove il confine tra città e campagna sfuma. In questo contesto, il progetto introduce il concetto di esfoliazione territoriale: un processo di analisi che mira a "sfogliare" gli strati antropici per rivelare la struttura profonda del luogo. Rimuovendo il rumore visivo della modernità, l’opera porta alla luce il fango alluvionale dell'antico Lacus Umber e la persistenza dei cardini romani che ancora oggi dettano il ritmo del territorio sotto l'asfalto. Questa indagine si riallaccia al Terzo Paesaggio di Gilles Clément, identificando negli spazi periurbani residui delle cruciali riserve di biodiversità non addomesticata. In questi residuali la Natura si riappropria dei vuoti lasciati dall'uomo, dimostrando una straordinaria resilienza ecologica.

È attraverso l'esfoliazione che si manifesta la capacità di un assetto strutturale di mutare "pelle" senza smarrire la propria identità storica e biologica. In tali spazi, apparentemente marginali, si custodisce infine la matrice vitale per il paesaggio del futuro.


 


 

MATRICE è stata progettata per una lettura tattile che parte da sinistra verso destra:

 

Pannello 1: funge da segnale di partenza tattile, orientando l’utente all’inizio del percorso utilizzando il sistema Loges (legni riciclati).

 

Pannello 2: evoluzione urbana. Rappresenta una planimetria concettuale del paesaggio periurbano, utilizza una base di cemento e semi di papavero su cui si intrecciano assi viari (cardo e decumano). Simboleggia la trasformazione del territorio e la successiva frammentazione paesaggistica.

 

Pannello 3: resilienza ecologica. Mostra gli elementi naturali originari (grano, avena, graminacee) su una base di pasta cementizia con semi di grano. I due coppi di argilla inseriti nel pannello raffigurano l'urbanizzazione tramite le case raffigurate. Si fa riferimento alla tecnica locale del "coppo coppo", tipica della zona umbra.

 

Pannello 4: funge da segnale di arresto, concludendo la lettura dell’opera.

 

La scelta del colore bianco risponde a un'esigenza analitica. Eliminando la variabilità cromatica, l'attenzione dell'osservatore si sposta interamente sulla semiologia delle forme. Il bianco funge da "foglio bianco" su cui è stata riscritta, strato dopo strato, la storia del paesaggio umbro.

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